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24/03/2015

Agevolazione acquisto seconda casa: decreto “Sblocca Italia”

L'articolo 21 del Dl 133/2014 (decreto sblocca-Italia), convertito, con modificazioni, nella legge 164/2014, introduce un'agevolazione fiscale a favore di contribuenti, persone fisiche, che acquistano case in classe energetica elevata per destinarle alla locazione a canoni inferiori a quelli di mercato. In particolare, l'agevolazione è riconosciuta ai soggetti Irpef, persone fisiche non esercenti attività d'impresa, che, nel quadriennio 2014-2017, acquistano immobili residenziali, in classe energetica A o B: di nuova costruzione ed invenduti alla data del 12 novembre 2014, ovvero oggetto di interventi di: restauro e risanamento conservativo di cui all'articolo 3, comma 1, lettera c, del Dpr 380/2001 o di ristrutturazione edilizia, di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d, del Dpr 380/2001. Tali immobili devono essere destinati, entro i 6 mesi successivi alla compravendita, alla locazione a canoni ridotti per almeno 8 anni continuativi. Nello specifico, al contribuente vengono riconosciute due tipologie di agevolazioni, cumulabili fra loro: una deduzione dall'Irpef pari al 20% del prezzo dell'immobile, nel limite massimo di 300.000 euro. La deduzione massima sarà, quindi, pari a 60.000 euro e dovrà essere ripartita in 8 quote annuali di pari importo (7.500 euro l'anno) dal periodo d'imposta in cui è concluso il contratto di locazione; una deduzione dall'Irpef degli interessi passivi relativi ai mutui stipulati per l'acquisto delle unità abitative oggetto dell'agevolazione. L'l'incentivo spetta a condizione che il canone di locazione non sia superiore al: canone indicato nella convenzione di cui all'articolo 18 del Dpr 380/2001 (“canone convenzionato”) ovvero minore tra il “canone concordato” (ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge 431/1998) ed il “canone speciale” (ai sensi dell'articolo 3, comma 114, della legge 350/2003). In merito, i suddetti riferimenti riguardano soltanto l'ammontare massimo del canone da applicare, e non già la tipologia di contratto di locazione stipulabile, che può quindi essere rimesso alla libera determinazione delle parti. In sostanza, solo se si tratta di fabbricato soggetto al canone convenzionato o speciale, allora occorre rispettare le previste formule contrattuali. Viceversa, in assenza di convenzione o di canone speciale, l'importo del canone non può essere superiore a quello del canone concordato, ma sotto il profilo della tipologia contrattuale si può, in via generale, utilizzare anche un contratto libero.